Relazione Capitolo Regionale 21-10-2018

Nella sezione “Documenti > Relazioni” è disponibile la Relazione del Capitolo Regionale del 21 ottobre 2018 della Fraternità OFS della Liguria, a cura di Fiorella Patané (Ministra Regionale OFS).

Festa di San Francesco d’Assisi

In occasione della festività di San Francesco d’Assisi, riporto qui di seguito il messaggio della nostra Ministra Regionale OFS a tutte le Fraternità della Liguria.

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“Pace e bene” più che un saluto, una preghiera, una benedizione, un programma di vita per San Francesco. La pace e il bene che tutti ricercano, che tutti invocano. San Francesco era un profondo conoscitore dell’animo umano: gioiva con chi era nella gioia e piangeva con chi soffriva consolando e aiutando: amava. Le paure, le ansie, gli attaccamenti, tutto aveva lasciato al Signore e si fidava e affidava a Lui la sua vita, il suo futuro, tutto sé stesso.  Era diventato libero e viveva la vita appieno, non voleva perdere neanche un attimo di quella vita che il Signore gli aveva donato, perché voleva restituirla tutta a Lui e quella pace e bene che pregava per ognuno traevano origine e avevano compimento in Dio. “Mio Dio e mio Tutto”. Ecco cari fratelli l’augurio per tutti noi: pace e bene in noi e per i fratelli e con loro, da vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo. Sia il nostro programma di vita!

Un caro abbraccio e buona santa Festa a voi e ai fratelli delle vostre care Fraternità.

Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

OFS Italia: Festa di San Francesco d’Assisi

In occasione della festività di San Francesco d’Assisi, riporto qui di seguito la lettera inviata a tutti i francescani secolari d’Italia da Paola Braggion, la nostra Ministra Nazionale.

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Siete stati edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. 21In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito. (Efesini 2:20-22)

Ci avviciniamo nuovamente alla festa di san Francesco, nostra guida verso il Signore.

E proprio in questi giorni ho avuto la grazia di condividere una giornata con i fratelli e le sorelle di Camerino.

Tante macerie, tante pietre, tante case distrutte, tanti cuori feriti.

Mi torna in mente che Francesco ha cominciato la sua avventura spirituale e di vita proprio tra le pietre: mettendosi a ricostruire la chiesetta di san Damiano. Pietra su pietra.

Pietra su pietra, con piccoli gesti ma concreti desideriamo stare vicino alle persone colpite dal terribile sisma che ha sconvolto la vita di tanti fratelli, per poter vivere qualche momento di vicinanza, auspicando davvero ciò che a Camerino è scritto in un cartellone posto in una tenda: ‘anche qui torneranno i colori della primavera’.

Francesco ha subito un terremoto esistenziale all’inizio del suo percorso di conversione e, iniziando dalle pietre di San Damiano, ha costruito il suo edificio interiore , fino ad essere davvero tempio vivo dello Spirito.

Ci sono dei luoghi che vanno ricostruiti perché in quei luoghi è la nostra vita; ma tutti dobbiamo costruire l’edificio spirituale fondato sulla pietra angolare, sulla roccia della nostra salvezza. Che è Cristo Signore.

Un’altra Parola, che la liturgia mi ha donato in quest’ultimo periodo, mi risuona nel cuore:

1Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, 2come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, 3se davvero avete gustato che il Signore è buono.
4Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, 5anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 6Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».
7Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, 8pietra d’inciampo e sasso di ostacolo».

La pietra scartata è il fondamento di tutta la nostra vita.

Pietre vive: sembra una contraddizione in termini.

La pietra è statica e pesante, come può essere viva? Solo se poggia sulla pietra che sorregge l’edificio e se si lascia . Noi siamo disposti a farci maneggiare, scolpire, sgrezzare tramite la Parola e una vita spirituale più intenza per ricostruire la Chiesa e per ritrovare un po’ di umanità?

Non si tratta solo di ascoltare il Vangelo, ma di mostrare, come Francesco, che Cristo è decisivo per la nostra vita , che siamo fondati su di Lui e davvero viviamo in Lui.

Penso con tremore e stupore che ognuno di noi è chiamato ad essere casa di Dio, tempio dello Spirito, madre di Cristo, quando lo accogliamo dentro di noi e quando lo rendiamo presente al mondo compiendo gesti di amore e di misericordia.

Essere chiamati a divenire il tempio di Dio significa guardare allo stile di Gesù, alla sua voce, al suo sguardo, alle relazioni che egli istaura con quanti incrociano il suo cammino, per apprendere da lui come stare in maniera autentica accanto ad ogni nostro fratello e sorella, capaci di generare intorno a noi prossimità e fraternità con quanti incontriamo, per rendere più umana la vita di tutti.

Lasciamoci abitare dal Signore, dal suo Spirito che è forza, sapienza, consolazione e speranza per essere pietre vive, annuncio di amore.

Pietre vive, pietra su pietra, in Cristo.

Buona e santa festa.

Paola Braggion [Ministro Nazionale O.F.S. Italia]

OFS Italia: lettera di sostegno al Papa

Qui di seguito riporto la lettera di sostegno e vicinanza che la nostra Ministra Nazionale, Paola Braggion, ha scritto e inviato a Papa Francesco a nome di tutto l’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana d’Italia.

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Santità,

a seguito degli attacchi di cui Lei è stato oggetto in questi ultimi tempi, i fratelli e le sorelle dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia e della Gioventù Francescana d’Italia sentono il bisogno di esprimerLe la loro vicinanza e il loro affetto.

Tutti noi siamo consapevoli del delicato servizio a cui il Signore l’ha chiamata e la sua disponibilità a servirlo in questo momento storico, a rendere sempre di più la Chiesa segno visibile e testimone di amore e carità agli uomini e alle donne di buona volontà. Le fatiche e le resistenze che Lei sta incontrando nel servizio a cui la divina Provvidenza l’ha chiamata, sono il chiaro segnale che questa è la strada giusta. Infatti è la porta stretta del Vangelo, in cui cementiamo nel fuoco della carità e nelle prove della vita, la presenza ed il sostegno del Signore via, verità e vita.

Sono certa di interpretare i sentimenti di tutti i fratelli delle fraternità dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia e della Gioventù Francescana di Italia, nel dirLe che sentiamo di ringraziarLa per la testimonianza che sta donando a noi e alla Chiesa intera. Le assicuriamo un costante ricordo nella preghiera, l’obbedienza al magistero petrino che Lei rappresenta nel servizio che sta svolgendo per tutta la Chiesa e il nostro affettuoso, sincero e visibile sostegno.

Per questo motivo ho invitato tutti i francescani secolari e i giovani della Gi.Fra, molti dei quali saranno presenti all’udienza generale del 31-10-18, ad un momento particolare di preghiera per Lei nel giorno della festa di San Francesco d’Assisi, nostra guida verso il Signore e modello di obbedienza al Papa e di amore profondo per tutta la Chiesa.

Santo Padre, nell’anno del 40° anniversario della nostra Regola, Le chiediamo la Sua benedizione affinché possiamo ogni giorno rispondere sempre più alla nostra vocazione, per essere nel mondo annunciatori e testimoni coraggiosi del Vangelo secondo l’esempio di san Francesco.

Paola Braggion [Ministro Nazionale O.F.S. Italia]

Relazione OFS Liguria 2014-2017

Nella sezione “Documenti > Relazioni” è disponibile la Relazione per il triennio 2014-2017 della Fraternità OFS della Liguria, a cura di Fiorella Patané (Ministra Regionale OFS).

Ricorrenza di san Francesco

Alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
 per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.

Carissimi fratelli e sorelle, pace e bene e buona festa di San Francesco!

Le parole della preghiera davanti al Crocefisso, sgorgano dal cuore di Francesco che ha 25 anni.

Francesco aveva già vissuto le guerre, quella civile ad Assisi del 1199 e poi quella tra Perugia e Assisi nel 1202.

Con la vittoria di Perugia, Francesco viene imprigionato, si ammala e dopo un anno di prigione, viene riscattato da suo padre. (1204) Dopo un lungo periodo di malattia e convalescenza nel 1205 Francesco parte per unirsi all’armata di Walter de Brienne ma a Spoleto succederà un fatto che cambierà completamente la sua vita.

Dalla Vita Seconda di San Francesco di fra Tommaso da Celano (FF 586-587):

“Subito dopo gli appare in visione uno splendido palazzo, in cui scorge armi di ogni specie e una bellissima sposa. Nel sonno Francesco si sente chiamare per nome e lusingare con la promessa di tutti quei beni.

Allora, tenta di arruolarsi per la Puglia e fa ricchi preparativi nella speranza di essere presto insignito del grado di cavaliere. Il suo spirito mondano gli suggeriva una interpretazione mondana della visione, mentre ben più nobile era quella nascosta nei tesori della sapienza di Dio.

E infatti un’altra notte, mentre dorme, sente di nuovo una voce, che gli chiede premurosa dove intenda recarsi. Francesco espone il suo proposito, e dice di volersi recare in Puglia per combattere. Ma la voce insiste e gli domanda chi ritiene possa essergli più utile, il servo o il padrone.

“Il padrone”, risponde Francesco.

“E allora – riprende la voce – perché cerchi il servo in luogo del padrone?”

E Francesco: “Cosa vuoi che io faccia, o Signore?”

“Ritorna – gli risponde il Signore – alla tua terra natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente la tua visione”. Ritornò senza indugio, fatto ormai modello di obbedienza e trasformato col rinnegamento della sua volontà.”

Inizia così un periodo graduale di conversione e la preghiera davanti al Crocefisso contiene già gli aneliti di un Francesco rinnovato che già nelle prime parole invoca il Signore alto e glorioso e chiede il dono della Sua luce per illuminare le tenebre del suo cuore. Questa richiesta nasce dal desiderio di verità, dal desiderio di Dio, dal desiderio di non essere più Francesco, ma Francesco figlio, Francesco fratello, Francesco servo.

Sente il bisogno di far illuminare da Dio tutte le situazioni che animano il suo cuore: il dissidio con il padre, la violenza vista e vissuta, il perché della malattia, della morte… il salmo 35 dice “alla tua luce vediamo la luce“. Le situazioni buie della nostra esistenza possono essere illuminate e risanate solo dalla luce di verità di Dio.

Alla luce tutte le ombre si dileguano e Francesco con il cuore aperto e pronto continua: “dammi una fede retta”, riconosce che la fede è un dono del Signore e diventerà per Francesco una relazione profonda col Signore, una unione intima di completa figliolanza.

Francesco chiede questa fede “retta” diritta, che non sbandi alla prima traversia, di fronte al dolore, alla seduzione della mondanità, che non si aggrappi agli idoli del proprio io ma che rimanga salda, diretta e costante, in relazione con l’Unico e Vero Dio Padre. Il Signore costruirà per Francesco una fede fatta di fiducia e di totale abbandono, lo farà spogliare di se stesso e lo riempirà immensamente della Sua presenza.

Dal Testamento leggiamo: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo.”

Questa frase che sembra rappresentare un distacco dal mondo in realtà racchiude il senso della sua vita: Francesco non era mai stato così vicino ai poveri, ai lebbrosi, alla Chiesa.

Vicinanza spirituale fatta di preghiera e lunghi digiuni, purificazione del proprio egoismo e offerta per tutti i fratelli del mondo e vicinanza fatta di presenza fisica, di cure, di attenzioni, di affetto, di amore. Verso tutti i figli di Dio, Francesco abbracciava tutto il mondo riconoscente a Dio per il Creato che sentiva così creazione perfetta del Signore e tutto diventava dono: i primi fratelli che si unirono a lui, tutti gli uomini, tutto il Creato.

La speranza allora diventa certezza. Sono molto profondi questi termini che sembrano rappresentano due tempi diversi: la speranza nel futuro e la certezza che si può avere solo oggi. Francesco chiede la speranza certa. In realtà la sta già vivendo su questa terra, sa già che ciò che vive nel suo cuore, si sta realizzando totalmente nell’unione con Dio.

Ed è proprio questa certezza che lo spinge a chiedere una carità perfetta, che comprenda tutti e non escluda nessuno, che arrivi al centro del bisogno, che sia misericordiosa, che non giudichi ma che soltanto ami e si doni totalmente. Perfetta, come è Perfetto il Padre Nostro che è nei Cieli. La carità perfetta che Francesco chiede al Signore è quella che non ha paura, non teme di sbilanciarsi troppo, di “sporcarsi le mani”, è quella che raggiunge il cuore, qualunque problema abbia, lo colma di amore, di perdono, lo colma di Dio.

Anche noi, terziari francescani, nel cammino di conversione che viviamo nell’Ordine Francescano Secolare sulle orme di san Francesco alla sequela di Cristo, chiediamo la Grazia dello Spirito Santo, l’intercessione della Beata Vergine Maria e la fraterna comunione per raggiungere la perfezione della carità cristiana e siamo chiamati ad impegnarci per questo: a vivere la perfetta carità nelle relazioni e nelle situazioni della nostra vita, come elemento indispensabile per l’unione con il Signore.

La nostra Formula di Professione riporta: “Io, …, poiché il Signore mi ha dato questa grazia, rinnovo le mie Promesse Battesimali e mi consacro al servizio del suo Regno. Perciò prometto di vivere nel mio stato secolare per tutto il tempo della mia vita il Vangelo di Gesù Cristo nell’Ordine Francescano Secolare, osservandone la Regola.
La grazia dello Spirito Santo, l’intercessione della beata Maria Vergine e di san Francesco e la fraterna comunione mi siano sempre d’aiuto, affinché raggiunga la perfezione della carità cristiana.”

Per poter vivere e conservare questi doni, Francesco chiede al Signore il bene dell’umiltà non superficiale ma che scavi dentro il suo essere e raggiunga profondamente tutti gli anfratti che racchiudono orgoglio, egoismo, narcisismo, paura, desiderio di potere, di primeggiare, di sentirsi superiore agli altri. Se così non fosse Francesco sarebbe caduto in un grande inganno verso se stesso e i fratelli, invece Francesco ha rifulso per la sua umiltà e per questo si è reso piccolino e servo di tutti, svuotato di se stesso e riempito di Dio, che gli ha impresso nelle mani, nei piedi e nel costato le ferite della Salvezza.

Carissimi, oggi è il 4 ottobre di ogni anno è stato dichiarato oltre che “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni” anche giornata del dono. Un giorno che segni l’inizio di uno stile di vita fatto di donazione di se stessi, oltre che delle cose o del denaro, di donazione del proprio tempo e dei doni che il Signore ha affidato ad ognuno di noi.

La vita di Francesco che dello stesso altissimo Figlio di Dio nient’altro vide corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo Corpo e il santissimo Sangue Suo, che visse il Vangelo sine glossa, alla lettera, ci sia sempre di esempio e segni il nostro cammino perché anche noi come lui possiamo dire: “Altissimo, onnipotente bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’onore et onne benedictione. A Te solo, Altissimo, se konfano, e nullo homo ne è digno te mentovare. Laudato sii, mi’ Signore.” A Lui lode, gloria, onore per tutti i secoli dei secoli.

Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

Percorsi di Pace…

Carissimi fratelli e sorelle, Pace e Bene.

La Luce e la Misericordia di Cristo sono la nostra speranza!

Carissimi, il 27 luglio u.s. vi scrivevo condividendo accoratamente con voi questi pensieri:

“San Paolo scrivendo ai fratelli della comunità di Corinto esprime il proprio grande dolore e usa insieme verbi che, contrastando, rivelano la grande fede, come:  “tribolati” ma non “schiacciati“, “sconvolti” ma non “disperati“, “perseguitati” ma non “abbandonati“, “colpiti” ma non “uccisi“.

Sembra proprio quella, questa epoca che ci sconvolge così profondamente nel dolore immenso per la perdita di tante vite spezzate in ogni età, ogni situazione, ogni religione, ogni luogo. La Vita e l’Uomo, Creazioni meravigliose di Dio, sono minacciate e attaccate ovunque, la Famiglia è colpita in ogni parte. Cosa possiamo fare noi consacrati nell’Ordine religioso, francescani secolari? È necessario e urgente intensificare ancor più la preghiera, l’Adorazione e il digiuno. Riconciliarsi subito con chi ancora abbiamo dissidi e risanare le relazioni in difficoltà, praticare le opere di Misericordia, fare il bene e portare il bene in ogni luogo e in ogni angolo dell’animo umano, contrastare il male con il Bene ed essere portatori di Luce nel buio dei cuori, Certezza nello sconforto, Speranza nella disperazione, Fiducia nell’incertezza, Abbandono nelle difficoltà: essere testimoni dell’Amore di Dio.”

Anche oggi, nel tempo della giornata dedicata alla cura del creato, siamo nel lutto e nel dolore: i nostri fratelli e sorelle dell’Italia centrale hanno subito perdite di familiari, di lavoro, di casa. Oltre agli aiuti economici che sicuramente offriremo, l’invito alla preghiera si fa ancora piú forte e non solo quello. Spesso preghiamo per la pace, pace in Medio Oriente, pace in Siria, pace per le popolazioni piú tribolate. È facile pregare per situazioni che in fondo “sono lontane”, ci toccano ma poi non tanto. Pregare invece per qualcuno che ci ha offeso o ci ha fatto del male, il vicino, il mio familiare,  questo è molto più difficile. Pregare il Signore perché cambi il cuore dell’altro? Forse. Pregare perché il Signore cambi il mio cuore e lo apra all’amore, al perdono, qualunque sia l’offesa. Questo è il bene. Questo siamo chiamati a vivere oggi, come ieri. Ad essere testimoni di pace nella nostra vita, nella nostra quotidianità. Pregare con amore per l’altro e aprirsi al suo bene apre strade “incredibili”, di ripristino di relazioni ormai sepolte. Spezzare la catena dell’odio non libera solo noi, il nostro cuore ma anche quello del  fratello che non avevamo perdonato, facendo intraprendere anche al suo cuore un percorso di pace. Il perdono inizia nel nostro cuore, nel silenzio della nostra preghiera davanti al Signore, per Cristo, con Cristo ed in Cristo.

Chiediamo al Signore Dio Onnipotente, Giusto e Misericordioso il dono di insegnarci a costruire la pace nella giustizia, assicurare una equa distribuzione dei beni della terra e per salvaguardare i diritti umani e di esercitare una politica capace del bene comune a favore dell’unica famiglia, la nostra: quella  mondiale!

In Cristo, con affetto, vi abbraccio.

Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

Giornata Mondiale Preghiera Cura del Creato

Pace e Bene a tutti,
il 1 settembre ricorre la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del Creato, istituita da Papa Francesco nel 2015 e che già da tempo è celebrata dai nostri fratelli ortodossi. Siamo invitati a “rinnovare la personale adesione alla nostra vocazione di custodi del Creato“. Questa giornata, celebrata nella stessa data con la Chiesa ortodossa è anche “occasione proficua“, come dice il Papa, per “testimoniare la nostra crescente comunione con i fratelli ortodossi“.

Riflettendo con voi sulla ricchezza di questa celebrazione penso che potremmo viverla nei due movimenti:

  1. Conversione della nostra vita ad un appezzamento sempre più pieno della bellezza del Creato, ad un’attenzione e ad una cura dell’ambiente in cui viviamo, sentendoci non tiranni padroni del Bene che ci è stato affidato, ma amministratori sapienti del luogo in cui viviamo, a partire dalle nostre case, dal territorio, dalle fraternità.
  2. Conversione ad un confronto e ad un dialogo continuo anche con chi sentiamo diverso da noi, per non chiuderci nei recinti rassicuranti della nostra fede, ma per aprirci alla novità che il diverso ci propone. Quindi la conversione all’interno delle nostre fraternità nell’ascolto dei fratelli, ognuno unico e irripetibile, ci allena e ci abilita al dialogo con chi è “esterno” alla fraternità: confronto propedeutico ad un atteggiamento missionario e di apertura delle fraternità in uno stile di incontro e di simpatia con il prossimo.

Questi potrebbero essere gli stimoli per una preghiera costruttiva nella Giornata Mondiale di cura del Creato.

Ognuno di noi, ed io per prima, dovrebbe cogliere l’occasione di questa giornata per provocare un lavoro su di sé, che porti ad un cambiamento del cuore e dell’agire che non ci trovi, l’anno prossimo, con le stesse pigrizie, disattenzioni e trasandatezze spirituali dell’anno precedente.

Oltre all’attenzione verso i nostri ambienti, l’uso parsimonioso di sorella acqua, un riciclo corretto, perché i nostri scarti possano essere rilavorati, riutilizzati e rivalorizzati, il non spreco del cibo (ricordiamo, tanto per parlare anche di cifre, che un terzo della produzione annua mondiale di cibo finisce nella spazzatura; che in Italia, in un anno, si spreca tanto cibo quanto potrebbe sfamare tre quarti della popolazione italiana e che con gli sprechi alimentari del mondo si potrebbe sfamare l’intera Africa!)… Oltre questo aspetto ecologico, inteso proprio come studio su quanto avviene nella nostra “casa comune”, ricordiamo che anche le nostre fraternità sono ambienti di vita, habitat da curare, dove viviamo relazioni di fede che nutrono la nostra vocazione, dove la nostra attenzione non va tanto al luogo fisico nel quale ci troviamo, ma piuttosto al luogo delle nostre relazioni, quello spazio che intercorre tra di noi, nel quale dobbiamo riconoscere il valore del nostro vivere insieme in fraternità.

Poniamoci alcune domande per verificare come stiamo nel rapporto con i fratelli, un piccolo esame di coscienza con cui, nella preghiera, esaminiamo i punti che potremmo migliorare:

  • riconosciamo che siamo insieme non per nostra scelta, ma perché un Altro ci ha scelti e fatti incontrare?
  • viviamo il Sacramento del fratello, attraverso cui è il Signore che ci parla, quindi operiamo “un’igiene” del nostro ascolto da pregiudizi, diffidenze, e altri “vizi” e “malattie” che lo possono inquinare?
  • sentiamo la responsabilità di una testimonianza di vita onesta ed edificante, per essere riconosciuti come “figli della luce”?
  • riusciamo ad accogliere anche il fratello che ci infastidisce, forse perché sta vivendo una sofferenza? Il “povero” in fraternità diventa la cartina di tornasole della mia vicinanza a Gesù: “Chi non ama il suo fratello che vede, come potrà amare Dio che non vede?” (1 Giovanni 4, 20).
  • i nostri fratelli più anziani e malati, quelli che non possono partecipare alle riunioni, sono raggiunti da una nostra visita, telefonata, ci preoccupiamo per loro?

Questi sono solo alcuni spunti per una preghiera che possa diventare cambiamento di vita in fraternità.

È di questi giorni la tragedia immane che ha colpito il centro Italia, che ha raso al suolo interi paesi, dolore immenso per chi, oltre alla casa, ha perso i cari, il posto di lavoro, gli affetti.

In corrispondenza del Congresso Eucaristico Nazionale, il 18 settembre, ci sarà una colletta in tutte le chiese italiane per le vittime del terremoto, segno tangibile che la presenza viva e reale di Gesù in mezzo a noi ci chiama ad una carità concreta verso chi sta soffrendo.

Fiorella, la nostra Ministra regionale, invita tutte le fraternità, oltre alla preghiera intensa per la situazione tragica in cui stanno versando le popolazioni colpite, a convogliarvi le offerte, aderendo a quanto la Chiesa sta chiedendo a tutti noi.

Che il Signore benedica sempre le nostre famiglie e le nostre fraternità.

Maria Macrì [Servizio Giustizia, Pace, Salvaguardia del Creato e Ce.Mi.Ofs – O.F.S. Liguria]

Dal Consiglio Regionale OFS…

Lode e gloria a Te Signore, Creatore del Cielo e della Terra.

Carissimi fratelli e sorelle, Ministri di Fraternità, pace e bene.

San Paolo scrivendo ai fratelli della comunità di Corinto esprime il proprio grande dolore e usa insieme, verbi che, contrastando, rivelano la grande fede, come: “tribolati” ma non “schiacciati”, “sconvolti” ma non “disperati”, “perseguitati” ma non “abbandonati”, “colpiti” ma non “uccisi”.

Sembra proprio quella, questa epoca che ci sconvolge così profondamente nel dolore immenso per la perdita di tante vite spezzate in ogni età, ogni situazione, ogni religione, ogni luogo. La Vita e l’Uomo, Creazioni meravigliose di Dio, sono minacciate e attaccate ovunque, la Famiglia è colpita in ogni parte. Cosa possiamo fare noi consacrati nell’Ordine religioso, francescani secolari? È necessario e urgente intensificare ancor più la preghiera, l’Adorazione e il digiuno. Riconciliarsi subito con chi ancora abbiamo dissidi e risanare le relazioni in difficoltà, praticare le opere di Misericordia, fare il bene e portare il bene in ogni luogo e in ogni angolo dell’animo umano, contrastare il male con il Bene ed essere portatori di Luce nel buio dei cuori, Certezza nello sconforto, Speranza nella disperazione, Fiducia nell’incertezza, Abbandono nelle difficoltà: essere testimoni dell’Amore di Dio.

Carissimi, spero che la nostra famiglia francescana sia ancor più attiva in questo delicato periodo e spero vivamente che curiate costantemente i fratelli e le sorelle anziani e soli della vostra Fraternità in questo periodo di caldo, di negozi chiusi per ferie, di solitudine. La famiglia della fraternità non va in ferie, se non unita, e la condivisione e la solidarietà non affievoliscono sicuramente il loro intento.

Carissimi, vi informo che dal prossimo mese di settembre il consueto testo di formazione sarà pubblicato esclusivamente nella nostra rivista “Francesco il volto secolare” FVS. Come tutti sappiamo la nostra rivista è molto importante per i contenuti tutti francescani di informazione e riflessione, è strumento di condivisione e formazione. Ora, che contiene anche la pubblicazione formativa, che ogni mese sarà attenta alla lettura evangelica delle varie e correnti problematiche, diventa necessario che ogni francescano sia abbonato. Chiediamo pertanto a voi, cari Ministri, di ottemperare a questa richiesta contattando i vostri fratelli e sorelle ancora non abbonati in modo che possiate segnalare i nominativi quanto prima alla redazione di FVS e inviare al consueto conto corrente, il relativo costo dell’abbonamento, che scende a 12 € annui a persona. I dati da trasmettere sono: cognome, nome, indirizzo postale completo e, per chi volesse il formato elettronico della rivista, ovviamente comprensiva del testo, anche l’indirizzo elettronico. Vi chiediamo di fare la segnalazione e il relativo versamento alla redazione FVS davvero nel più breve tempo possibile.

Carissimi, vi informo inoltre che, per partecipare alla Santa Messa di chiusura del Congresso Eucaristico che si terrà a Genova dal 15 al 18 settembre, sarà necessario munirsi di pass che chiederemo come Consiglio Regionale alla Curia. Anche per questo vi chiedo di segnalarmi entro il più breve tempo possibile, (entro 15 giorni) i nominativi dei partecipanti per poter quantificare la richiesta; potete farlo inviandomi una mail con i nominativi.

Oggi, nel ricordo dei genitori di Maria Santissima, Santi Gioacchino ed Anna, chiediamo proprio a Lei, Madre di tutta l’Umanità di soccorrerci, di aiutarci, di proteggerci e di benedirci: Santa Maria, Avvocata dell’Ordine e Madre nostra, prega per noi.

Carissimi, anche a nome di tutti i Consiglieri regionali, con grande affetto vi abbraccio in Cristo, nostro Signore.

Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

Visita del Ministro Generale dei Cappuccini

In semplicità e fraternità, lunedì 9 Maggio 2016, la Fraterità dell’Ordine Francescano Secolare della Liguria ha avuto la gioia di incontrare il Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Francescani Cappuccini Fra Mauro Jöhry e il Consigliere generale Fra Raffaele Della Torre presso il convento “SS. Annunziata-Padre Santo” in Genova.

La recita dei Vespri e la partecipazione alla santa Messa delle ore 17:00 sono stati il fulcro dell’incontro che è poi terminato con un piccolo momento di genuina condivisione.

Durante l’omelia il Ministro generale ha sottolineato l’importanza per il francescano secolare di testimoniare nel quotidiano la propria scelta vocazionale con le caratteristiche che sono proprie del nostro carisma: fedeltà al Vangelo, gioia nella Carità, serenità nella prova, certezza nella Provvidenza. Come un padre amorevole, ci ha poi ricordato l’importanza della partecipazione alla vita della famiglia francescana, che nella sua triplice autonomia Primo, Secondo e Terzo Ordine (OFS) esprime la forza della comunione vitale e reciproca.

Grati di questa visita, ringraziamo di cuore il Ministro generale e lo ringraziamo per l’attenzione e l’intimità che ci ha riservato.

Marina Bartolozzi [Vice Ministro Regionale O.F.S. Liguria]