Lettera alle Fraternità OFS Liguria (Decreti Virus COVID-19)

Ai Ministri di Fraternità
Ai Padri Assistenti
Ai fratelli e sorelle francescani della Liguria

Carissimi fratelli e sorelle pace e bene.

Come da disposizioni adottate dal Governo (DPCM 8/3/2020) e dalla Conferenza Episcopale Italiana (decreto medesima data) e, per la Liguria, ribadite dalla Conferenza Episcopale Ligure, l’Ordine Francescano Secolare della Liguria si attiene alle misure indicate per il contenimento del contagio da coronavirus e pertanto vengono sospesi gli incontri di fraternità, zonali e regionali e qualunque assembramento possiamo causare.

Sono misure drastiche ma necessarie e confidiamo che ognuno di voi le adotti con serenità, non solo per il bene proprio ma per quello dei fratelli e per contenere e fermare il contagio.

Siamo chiamati a vivere questo tempo di Quaresima in silenzio, in preghiera, nella meditazione della Parola, nell’Adorazione personale. È un tempo di grande raccoglimento per ognuno di noi, dove possiamo davvero fare “il punto” sulla nostra situazione di vita, sul nostro rapporto con i nostri cari, con i vicini, con gli amici, con i fratelli e sorelle di fraternità.

È un tempo che ci interroga anche sulle nostre responsabilità come terziari per la Professione che ci siamo impegnati a vivere: lo stile della mia vita è francescano? il mio ruolo è attivo nella mia fraternità o vivo la Fraternità e gli incontri come fossero un optional per riempire le giornate vuote? Chiedo mai al Consiglio: cosa posso fare? O propongo loro una scelta comunitaria? La mia fraternità mi sta a cuore? I miei fratelli sono la mia famiglia? In questa situazione come posso aiutare i miei fratelli in difficoltà? Questo tempo di contagio cosa suggerisce al mio cuore?

E così anche nel nostro rapporto con il Signore: quanto della mia fede si appiglia a rituali spesso detti solo con le labbra o quanto la mia fede vive di amore in Cristo, per Cristo e con Cristo. Dov’è il mio cuore?

È tempo di relazione, cari fratelli e sorelle e sembra un contrasto proprio ora, dove la distanza minima è un metro o più. Ma il cuore è vicino! È tempo di ridare valore, di impegno e non di passività, di accettazione e non di rinuncia, di amore e non di contrasto, di bellezza e non di paura, di ringraziamento, tanto ringraziamento.

Questa emergenza finirà, forse tutto tornerà come prima. Noi preghiamo lo Spirito Santo che cambi il nostro cuore e che proprio da questa esperienza possa nascere una nuova conversione del cuore, che le braccia di ogni uomo si alzino dalla Terra in un inno di lode e ringraziamento al Signore e abbraccino ogni fratello.

Vi siamo vicini con l’amore e la preghiera e vi preghiamo di segnalarci i vostri casi di necessità e difficoltà e ci impegneremo per risolverle.

A nome del Consiglio Regionale O.F.S. della Liguria
Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

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Quaresima 2020 – Messaggio Ministra OFS Italia

Milano, 12 marzo 2020

Ai francescani secolari d’Italia

Quaresima 2020 – Ecco ora il momento favorevole

Care sorelle e cari fratelli.


In questi giorni di distanza fisica e forzato distacco dalle attività ordinarie, per alcuni iniziato già da qualche tempo, vorrei condividere qualche riflessione.
Il pensiero va innanzitutto a coloro che abitano nelle zone da più tempo isolate, ma anche a tutti noi, chiamati a vivere una strana e particolare quaresima. Per una situazione assolutamente sorprendente, preoccupante ed insolita, siamo immersi in un contesto di isolamento, distacco e rinuncia come mai prima di ora. Approfittiamo di questa situazione particolarissima che ci troviamo a vivere, senza recriminazioni e, soprattutto, senza farci sopraffare dalla paura e dall’ansia. Rispettiamo con cura le prescrizioni che ci vengono richieste e cerchiamo di trarne il massimo beneficio, spirituale e non, per noi stessi e per gli altri. Come?

Ci aiuta il titolo della lettera pastorale dell’Arcivescovo di Milano di quest’anno che è assolutamente profetica: ‘la situazione è occasione’. Questa frase da tempo mi risuona nella mente e nel cuore per alcune situazioni che vivo personalmente ma, ora più che mai, mi è apparsa illuminante. Occasione, … per cosa?

Invece che pensare ai ‘senza’ pensiamo ai ‘come’.

Sì. Siamo senza messa, senza eucarestia, senza contatti, senza visite, senza la nostra quotidianità, senza incontri di fraternità o di amici, senza scuola, alcuni lavorano da casa, ma abbiamo pensato a quante opportunità ci offre un tempo di pausa, anche se forzata? Diciamo che la Quaresima è tempo di deserto, di conversione e di carità. Oggi ci è dato del TEMPO, e non abbiamo più scuse per fare silenzio, per trovare i momenti di preghiera e di intimità con Signore, ma anche per capire la qualità delle nostre relazioni. Non potendo vedere di persona alcuni parenti, fratelli, amici o colleghi sentiamo il bisogno di prendercene cura, per telefono o con altre modalità che la tecnologia mette oggi a nostro servizio? E come viviamo anche le relazioni familiari in una convivenza più stretta, magari forzata? È davvero l’occasione per riscoprire la bellezza di stare insieme a chi abita con noi, di pregare insieme, di ascoltarci; poi, magari, è l’occasione per telefonare a quei fratelli magari più anziani che non riusciamo mai a contattare, o alle persone più sole. Invece che recriminare per le privazioni del momento o sentirsi prigionieri, cerchiamo quali occasioni di bene si nascondono in questa lontananza o inattività forzata e quali opportunità ci offre questo ‘strano’ tempo presente.

Nella lettura del mercoledì delle ceneri (per gli ambrosiani di domenica 1 marzo) è stato proclamato il brano della lettera di san Paolo (2 Cor. 6: 1-2) che dice: “Ecco ora il momento favorevole“. Sembra inopportuna questa parola, ha affermato il vescovo di Milano, in questi giorni di malumore e paura. Invece ci porta a essere uniti nella lotta contro il male e a usare il tempo – che sembra non bastare mai nella vita ‘normale’ – per fare del bene, per pensare, pregare, studiare, incoraggiare e per dire parole costruttive.

Incoraggiati dalle parole di Mons. Delpini, consideriamo che abbiamo tempo per fare un po’ di deserto in questo tempo quaresimale, di tornare davvero all’essenziale. È il momento di portare, con i vari mezzi che abbiamo, fiducia, speranza, conforto e un sorriso a chi soffre, a chi ha più timore, a chi si sente recluso o dimenticato, a chi cerca un po’ di attenzione. Non è questo un modo concreto per abitare le distanze e per vivere quella prossimità di cui abbiamo tanto parlato?

Non serve la presenza fisica. Ora è il tempo favorevole, anche se con modalità insolite. Combattiamo la depressione e il senso di disperazione, facendoci prossimo alle persone più sole, a coloro che non abbiamo mai il tempo o il modo di sentire o visitare. In modo del tutto inusuale, possiamo coltivare con maggiore calma le relazioni con alcuni fratelli e alcuni familiari che spesso trascuriamo. In comunione, attraverso il potente canale della preghiera, e cercando di prenderci cura delle persone più anziane e fragili che sono più a rischio di contagio, facendole sentire importanti e non come potenziali malati. Questo è il momento della cura per noi stessi, per le relazioni familiari, e per le relazioni in generale, ‘costretti’ ad una convivenza che magari desideravamo da tempo e che forse stiamo sprecando per l’ansia e il malumore per la coabitazione forzata.

Indotti, per le necessarie rinunce, a una dimensione penitenziale, possiamo anche approfittare dell’occasione favorevole per vivere anche la dimensione della carità, nonostante i ‘senza’. Come?

Lancio due semplici proposte, cogliendo alcuni buoni suggerimenti che mi sono giunti.

Intanto ciascuno può mettere in atto iniziative per le persone anziane che è bene non escano di casa – anziani del nostro condominio, del nostro quartiere, della parrocchia, della fraternità ecc.-, magari andando a fare la spesa per loro o per procurare i medicinali di cui hanno bisogno, dedicando loro un po’ di attenzione e una parola di conforto.

Inoltre, condividendo con la Gi.Fra l’iniziativa, attiviamo una raccolta fondi per l’attuale emergenza sanitaria, tramite il conto corrente ‘pietra su pietra‘, in aiuto ad alcune strutture ospedaliere che individueremo o per far fronte alle situazioni critiche che ci verranno segnalate (basta indicare causale: Liberalità per Emergenza Coronavirus. Ricordo l’IBAN: IT 03 P02008 05008 00010 4444643).

Il virus non può uccidere la speranza, la pace, la fede. Buoni ‘integratori’ alle regole che ci sono state date (stare a casa), perché il virus non faccia più danni di quelli che già fa, sono la preghiera e il buon umore!! Coraggio.

Vi abbraccio fraternamente e vi affido alla misericordia del Padre.

Paola Braggion [Ministro Nazionale O.F.S. Italia]

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Lettera Ministro Generale OFS Internazionale

Roma, 12 marzo 2020

Prot. n. 3233

Carissimi fratelli e sorelle di tutto il mondo

Il Signore vi doni la sua pace!

Stiamo vivendo giorni e settimane straordinari che richiedono decisioni straordinarie e un atteggiamento straordinario.

Fino ad ora non sappiamo cosa ci sia nei piani di Dio e cosa possiamo apprendere da questa grave situazione, ma sono sicuro che Dio sta preparando per noi una grande sorpresa.

Da tutti gli angoli del mondo riceviamo notizie che ci aggiornano sull’epidemia del coronavirus e sul fatto che essa si sta diffondendo molto rapidamente. In alcune aree la situazione è davvero grave e preoccupante mentre in altre lo è meno in quanto esse ne sono ancora libere o ne sono state colpite in modo lieve.

Noi siamo francescani secolari che vivono nel mondo e quindi dobbiamo adempiere fedelmente i doveri legati alle diverse circostanze della nostra vita. (Cf. OFS Regola 10). Questo è oggi ancor più impegnativo in quanto ci viene richiesto di abbandonare molte delle nostre abitudini che ci danno sicurezza e di adattarci con attenzione alle nuove circostanze. La solidarietà e la vita fraterna assumono oggi un nuovo significato.

Per prima cosa invito tutti voi a unirvi alle mie preghiere per coloro che sono stati colpiti dall’epidemia, in particolare per le popolazioni di Italia, Cina e Corea del Sud, che per ora sono Paesi con il maggior numero di persone positive al virus, ma questa situazione sta cambiando quotidianamente ed iniziano ad essere seriamente colpiti anche altri paesi. Preghiamo per coloro che soffrono di questa malattia, per coloro che si prendono cura dei malati e per tutti perché abbiano la saggezza e la pazienza di comportarsi correttamente, sia fisicamente che spiritualmente, e perché siano in grado di sostenere questo peso che è sia materiale che mentale.

Vivere nel mondo ci chiama ad essere attenti a tutti coloro che vivono questa  situazione con maggior difficoltà in o a coloro che devono affrontare più rischi. Nelle nostre fraternità sono molti gli anziani, fratelli e sorelle, che necessitano di più assistenza fraterna e di maggior attenzioni. Vi chiedo di dedicarvi in particolare ai bisognosi. Dobbiamo essere più disciplinati poiché ognuno di noi ha una responsabilità personale ancora maggiore nei confronti dei nostri fratelli e del nostro prossimo. Sono sicuro che Dio ci sta offrendo l’opportunità di rafforzare la vita fraterna, anche se ora c’è una minor possibilità di avere degli incontri personali.

Le gravità delle misure decise dalle autorità ufficiali rendono palese che la situazione è giorno per giorno più critica. Alcune di queste misure come anche gli appelli che ci vengono dalle autorità, sia civili che ecclesiastiche, potrebbero sorprenderci o apparirci persino scioccanti. Tuttavia, dobbiamo credere che tutte sono mirate al bene comune e poiché non vi è alcuna autorità se non quella di Dio, (Rm. 13,1) noi dovremo rispettarle anche se a volte non è così semplice capirle. Dio provvede sempre al nostro bene spirituale e materiale.

Apriamo i nostri cuori per ascoltare ciò che il Signore intende dirci con questa prova. Possa Dio aiutarci tutti a comprendere quale, oggi, è il nostro dovere.

Il vostro ministro e fratello più piccolo,

Tibor Kauser [Ministro Generale O.F.S. Internazionale]

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