Francesco il Volto Secolare…

Carissimi fratelli, sorelle, Ministri di Fraternità e Padri Assistenti,
pace, bene, salute e gioia nell’Amore del Signore!

Carissimi, vi scrivo con tanto affetto, vicina ad ognuno di voi e ai cari fratelli delle Fraternità Liguri, insieme a tutti i consiglieri regionali per informarvi che nel prossimo numero della nostra rivista nazionale “Francesco il Volto Secolare” la sezione “Mosaico” è stata interamente dedicata alla Liguria e tutti insieme e di questo vi ringraziamo veramente di cuore, abbiamo scritto e mandato foto per raccontare l’appartenere e vivere il grande dono del carisma francescano nel nostro Ordine nella nostra terra ligure. Da dopodomani (1 febbraio) sarà inoltre possibile, ma solo per il mese di febbraio, abbonarsi alla rivista in formato on line e cartaceo a soli 12 € (importo minorato rispetto al normale proprio per favorire l’abbonamento ogni mese da parte dei fratelli di una regione e questo febbraio è proprio per noi!).

Vi invito, quindi, a condividere questa bella iniziativa nazionale e, per chi non lo avesse ancora fatto, di cogliere l’offerta e provvedere all’abbonamento.
Per favore, diffondete la notizia nelle vostre Fraternità, ai fratelli terziari e ai Padri Assistenti (regalate una copia!) e incoraggiate tutti all’abbonamento!

Vi abbraccio con tanta cura anche a nome dei fratelli e sorelle del Consiglio!  A presto!
Il Signore ci benedica, ci custodisca, ci ispiri e benedica tutto il mondo! Viva Gesù!

Fiorella Patané [Ministro Regionale O.F.S. Liguria]

Rinfrancate i vostri cuori…

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2015
Rinfrancate i vostri cuori (Giacomo 5, 8)

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Giovanni 4, 19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.

Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.

L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.

Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (confronta Galati 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.

Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.

1. “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono” (1 Corinzi 12, 26) – La Chiesa

La carità di Dio che rompe quella mortale chiusura in se stessi che è l’indifferenza, ci viene offerta dalla Chiesa con il suo insegnamento e, soprattutto, con la sua testimonianza. Si può però testimoniare solo qualcosa che prima abbiamo sperimentato. Il cristiano è colui che permette a Dio di rivestirlo della sua bontà e misericordia, di rivestirlo di Cristo, per diventare come Lui, servo di Dio e degli uomini. Ce lo ricorda bene la liturgia del Giovedì Santo con il rito della lavanda dei piedi. Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. Solo questi ha “parte” con lui (Giovanni 13, 8) e così può servire l’uomo.

La Quaresima è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui. Ciò avviene quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando riceviamo i sacramenti, in particolare l’Eucaristia. In essa diventiamo ciò che riceviamo: il corpo di Cristo. In questo corpo quell’indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui nostri cuori, non trova posto. Poiché chi è di Cristo appartiene ad un solo corpo e in Lui non si è indifferenti l’uno all’altro. “Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1 Corinzi 12, 26).

La Chiesa è communio sanctorum (comunione dei santi) perché vi partecipano i santi, ma anche perché è comunione di cose sante: l’amore di Dio rivelatoci in Cristo e tutti i suoi doni. Tra essi c’è anche la risposta di quanti si lasciano raggiungere da tale amore. In questa comunione dei santi e in questa partecipazione alle cose sante nessuno possiede solo per sé, ma quanto ha è per tutti. E poiché siamo legati in Dio, possiamo fare qualcosa anche per i lontani, per coloro che con le nostre sole forze non potremmo mai raggiungere, perché con loro e per loro preghiamo Dio affinché ci apriamo tutti alla sua opera di salvezza.

2. “Dov’è tuo fratello?” (Genesi 4, 9) – Le parrocchie e le comunità

Quanto detto per la Chiesa universale è necessario tradurlo nella vita delle parrocchie e comunità. Si riesce in tali realtà ecclesiali a sperimentare di far parte di un solo corpo? Un corpo che insieme riceve e condivide quanto Dio vuole donare? Un corpo, che conosce e si prende cura dei suoi membri più deboli, poveri e piccoli? O ci rifugiamo in un amore universale che si impegna lontano nel mondo, ma dimentica il Lazzaro seduto davanti alla propria porta chiusa ? (confronta Luca 16, 19-31).

Per ricevere e far fruttificare pienamente quanto Dio ci dà vanno superati i confini della Chiesa visibile in due direzioni.

In primo luogo, unendoci alla Chiesa del cielo nella preghiera. Quando la Chiesa terrena prega, si instaura una comunione di reciproco servizio e di bene che giunge fino al cospetto di Dio. Con i santi che hanno trovato la loro pienezza in Dio, formiamo parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è vinta dall’amore. La Chiesa del cielo non è trionfante perché ha voltato le spalle alle sofferenze del mondo e gode da sola. Piuttosto, i santi possono già contemplare e gioire del fatto che, con la morte e la resurrezione di Gesù, hanno vinto definitivamente l’indifferenza, la durezza di cuore e l’odio. Finché questa vittoria dell’amore non compenetra tutto il mondo, i santi camminano con noi ancora pellegrini. Santa Teresa di Lisieux, dottore della Chiesa, scriveva convinta che la gioia nel cielo per la vittoria dell’amore crocifisso non è piena finché anche un solo uomo sulla terra soffre e geme: “Conto molto di non restare inattiva in cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime” (Lettera 254 del 14 luglio 1897).

Anche noi partecipiamo dei meriti e della gioia dei santi ed essi partecipano alla nostra lotta e al nostro desiderio di pace e di riconciliazione. La loro gioia per la vittoria di Cristo risorto è per noi motivo di forza per superare tante forme d’indifferenza e di durezza di cuore.

D’altra parte, ogni comunità cristiana è chiamata a varcare la soglia che la pone in relazione con la società che la circonda, con i poveri e i lontani. La Chiesa per sua natura è missionaria, non ripiegata su se stessa, ma mandata a tutti gli uomini.

Questa missione è la paziente testimonianza di Colui che vuole portare al Padre tutta la realtà ed ogni uomo. La missione è ciò che l’amore non può tacere. La Chiesa segue Gesù Cristo sulla strada che la conduce ad ogni uomo, fino ai confini della terra (confronta Atti 1, 8). Così possiamo vedere nel nostro prossimo il fratello e la sorella per i quali Cristo è morto ed è risorto. Quanto abbiamo ricevuto, lo abbiamo ricevuto anche per loro. E parimenti, quanto questi fratelli possiedono è un dono per la Chiesa e per l’umanità intera.

Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!

3. “Rinfrancate i vostri cuori!” (Giacomo 5, 8) – Il singolo fedele

Anche come singoli abbiamo la tentazione dell’indifferenza. Siamo saturi di notizie e immagini sconvolgenti che ci narrano la sofferenza umana e sentiamo nel medesimo tempo tutta la nostra incapacità ad intervenire. Che cosa fare per non lasciarci assorbire da questa spirale di spavento e di impotenza?

In primo luogo, possiamo pregare nella comunione della Chiesa terrena e celeste. Non trascuriamo la forza della preghiera di tanti! L’iniziativa 24 ore per il Signore, che auspico si celebri in tutta la Chiesa, anche a livello diocesano, nei giorni 13 e 14 marzo, vuole dare espressione a questa necessità della preghiera.

In secondo luogo, possiamo aiutare con gesti di carità, raggiungendo sia i vicini che i lontani, grazie ai tanti organismi di carità della Chiesa. La Quaresima è un tempo propizio per mostrare questo interesse all’altro con un segno, anche piccolo, ma concreto, della nostra partecipazione alla comune umanità.

E in terzo luogo, la sofferenza dell’altro costituisce un richiamo alla conversione, perché il bisogno del fratello mi ricorda la fragilità della mia vita, la mia dipendenza da Dio e dai fratelli. Se umilmente chiediamo la grazia di Dio e accettiamo i limiti delle nostre possibilità, allora confideremo nelle infinite possibilità che ha in serbo l’amore di Dio. E potremo resistere alla tentazione diabolica che ci fa credere di poter salvarci e salvare il mondo da soli.

Per superare l’indifferenza e le nostre pretese di onnipotenza, vorrei chiedere a tutti di vivere questo tempo di Quaresima come un percorso di formazione del cuore, come ebbe a dire Benedetto XVI (Lett. enc. Deus caritas est, 31). Avere un cuore misericordioso non significa avere un cuore debole. Chi vuole essere misericordioso ha bisogno di un cuore forte, saldo, chiuso al tentatore, ma aperto a Dio. Un cuore che si lasci compenetrare dallo Spirito e portare sulle strade dell’amore che conducono ai fratelli e alle sorelle. In fondo, un cuore povero, che conosce cioè le proprie povertà e si spende per l’altro.

Per questo, cari fratelli e sorelle, desidero pregare con voi Cristo in questa Quaresima: “Fac cor nostrum secundum cor tuum“: “Rendi il nostro cuore simile al tuo” (Supplica dalle Litanie al Sacro Cuore di Gesù). Allora avremo un cuore forte e misericordioso, vigile e generoso, che non si lascia chiudere in se stesso e non cade nella vertigine della globalizzazione dell’indifferenza.

Con questo auspicio, assicuro la mia preghiera affinché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra con frutto l’itinerario quaresimale, e vi chiedo di pregare per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.

Dal Vaticano, 4 ottobre 2014 – Festa di San Francesco d’Assisi

Francesco

Progetto Laboratorio Bomboniere

Carissimi confratelli, Pace e Bene!
Vi scrivo per comunicarvi il percorso del servizio Ce.Mi.OFS all’interno e in profonda comunione con il Consiglio regionale. Per rispondere alla chiamata del Signore a svolgere al meglio il compito che mi è stato affidato, nel mese di novembre ho presentato al Consiglio regionale un piccolo progetto che prevede una nostra prossimità ancora più forte con i poveri delle nostre realtà locali che oggi, più che in altri tempi, vivono sulla loro pelle la crisi economica nella quale siamo coinvolti tutti.

Il progetto prevede la possibilità concreta di attivare un piccolo laboratorio per la costruzione di bomboniere in carta da parati e il loro confezionamento, utilizzando la manodopera di ragazze segnalateci dalla Caritas. La promozione di queste bomboniere ha bisogno dell’aiuto di tutti noi e potrebbe utilizzare, oltre che il passaparola con amici e conoscenti, anche il rapporto con i parroci e le catechiste delle nostre parrocchie ed è indirizzata alle famiglie dei bambini della prima Comunione o del Battesimo oppure alle coppie che devono celebrare il Matrimonio. Le famiglie forniscono il materiale base per il confezionamento delle bomboniere (carta da parati, confetti, tulle…) e le ragazze, dietro un’offerta del tutto libera delle famiglie, si occupano di realizzare gli oggetti finiti.

Questa iniziativa ha una duplice finalità: andare incontro alle onerose spese delle famiglie per la festa legata al Sacramento e, soprattutto, provare a dare una risposta alle grosse situazioni di bisogno dei casi segnalati dalla Caritas. Le persone che lavoreranno nel laboratorio avranno la possibilità di un pur piccolo ma dignitoso compenso che, sebbene non risolverà di sicuro tutti i problemi, potrà essere comunque un aiuto nella gestione della situazione economica.
Accanto alle bomboniere in carta ci sono anche gli oggetti in legno provenienti dalla nostra sorella Lucia di Onesti in Romania. Anche questi sono da proporre con le stesse modalità delle altre. Come vedete dagli allegati gli oggetti della Romania hanno un prezzario che dobbiamo rispettare. Nel caso volessero farli confezionare da noi, il laboratorio può essere utilizzato anche in questo caso.

Cari confratelli, spero di essere stata chiara e di avere da voi aiuto e collaborazione fraterna. Vi invito a visionare gli allegati. Vi lascio il mio numero di cellulare: 340.83.28.090. Chiamatemi tranquillamente per dubbi, domande, chiarimenti, consigli, sempre graditi! Troveremo il modo di incontrarci fraternamente.

Il Signore ci benedica sempre e benedica i nostri cari.

Maria Macrì [Referente Ce.Mi.OFS Liguria]

Preghiera per Papa Francesco…

Signore Gesù Cristo, Pastore eterno di tutti i fedeli, Tu che hai costituito la Chiesa sulla roccia di Pietro, assisti continuamente Papa Francesco, proteggilo da ogni male dell’anima e del corpo e donagli di essere la tua voce e le tue mani nel mondo.

Annunci con coraggio il Tuo Vangelo, ascolti i desideri di bene degli uomini e, ogni giorno, li porti a Te nell’Eucaristia. Non si stanchi mai di promuovere la pace e l’unità. Guidi il popolo di Dio avendo sempre dinanzi agli occhi il tuo esempio, o Gesù buon Pastore, che sei venuto non per essere servito ma per servire e dare la vita per le pecore.

Concedi ai vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati e a tutti i fedeli un’obbedienza amorosa al suo ministero, affinché siano con lui un cuore solo e un’anima sola.

Amen.